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Crop Circles: gli autori e i messaggi che celano

Pietro mi ha giustamente detto che gli articoli di Argentario News dovrebbero riguardare più il nostro territorio. Verissimo. Ora come ora però questo argomento non ha dei riscontri qua all’Argentario. Sarà mia compito però concretizzarlo tra la gente, come detto alla fine dello scorso articolo. L’interesse per parlare di queste cose c’è e garantisco io che faremo di tutto per incontrarci in tavole rotonde che dibattano sui temi in questione. E chi lo sa, magari portare anche qualche studioso o addetto ai lavori di fama nazionale.

Iniziamo a parlare dell’argomento odierno: i Crop Circles, che tradotto per chi ancora (pochi) non lo sapessero significa Cerchi nel grano.

La materia è stata trattata in tv in diverse occasioni, ma grandi linee, e mai si è andati nel dettaglio, che a mio modesto parere è importantissimo, perchè cela il significato o il messaggio che queste opere vogliono trasmettere. Si sa che le famose spighe quando vengono piegate non vengono mai rotte, anzi hanno dei cambiamenti strutturali nei noduli che li costituiscono. Poi si sono riscontrati valori di elettromagnetismo nel loro interno, compresi insetti morti. Insomma questi aspetti sono conosciuti a tutti e quindi li sorvoliamo. Le domande che noi ci poniamo e interessano la nostra curiosità sono altre.

Chi li fa?….

Fino a qualche anno or sono girava voce che i Circle Makers fossero delle persone. Sul web si possono trovare video di vecchietti inglesi che raccontano come in gioventù si dilettavano a produrli e anche testimonianze di ragazzi che fanno degli esempi concreti con tanto di assi di legno e corde. Anche il Cicap e un’univeristà americana (credo la Virginia University) hanno tentato di ricreare dei cerchi elementari. Io però vi vorrei far capire cosa c’è dietro la struttura geometrica di un Crop Circle. La storia ci insegna che i cerchi nel grano erano già presenti nell’antichità (vi salto la storia del Diavolo Mietitore). Negli anni ’90 le segnalazioni sono aumentate, ma soprattutto la complessa struttura dei cerchi stessi diventava sempre più complessa. Tutti i cerchi vengono fuori da un asse cartesiano, circonferenze e segmenti. Se non per alcuni (tipo quello di Chilbolton del 2002 http://astrojourneys.com/images/et_cropcircle_450_opt.jpg) i prodotti finali vengono tutti fuori da intersezioni di linee e circonferenze. 

Torniamo alla domanda iniziale: chi li fa…

Andate su questo link: http://www.zefdamen.nl/CropCircles/Reconstructions/2009/SmeathesPlantation09/smeathesplantation2009en.htm

Viene ricostruito lo Smeathe’s Plantation di Ogbourne Down Gallop, nello Wiltshire, formazione inglese apparsa in un campo di grano il 24 luglio di quest’anno. Ebbene, domanda che faccio anche ad un geometra che ha a che fare con compassi e squadre. Quanto impieghereste voi a costruire questo disegno su carta? Credo diverso tempo… Nel link si arriva all’opera finale dopo 70 passaggi. Immaginatevi ora di riprodurre la stessa cosa di notte, su un campo di grano, con una larghezza di 150 metri circa, senza la possibilità di sbagliare a tracciare nessuna linea o circonferenza di 10 centimetri, causa errore macro sul risultato finale, riuscendo a finirlo prima dell’alba e senza mai essere “sgamati”. Tutto questo servirebbe a far capire agli scettici che l’uomo, con i soli attrezzi rudimentali quali assi e corde, non può produrli. Quindi diventa ovvio che la tecnologia usata è superiore alle conoscenze comuni. Con solo questo ragionamento non sostengo che a farli sono stati gli alieni. Può sempre essere stato l’uomo ma con tecniche non convenzionali. Signori, si potrebbe stare qui a parlarne per ore, con diversi aspetti da trattare, ma con la prossima domanda vediamo se, con la risposta che darò, qualcuno penserà che magari gli essere umani rimangono estranei al loro concepimento.

Quali messaggi vogliono trasmettere i Crop Circles?

Stagione 2009. I primi cerchi di grano inglesi di primavera (più precisamente colza, cereale presente in questo periodo) avevano un collegamento tra loro. A mano a mano che spuntavano, siamo sempre nel sud dell’Inghilterra, qualcuno ha cercato di interpretarli e di collegarli ad un filo logico. Ebbene, c’era una data che veniva spesso fuori dalle interpretazioni: 7 luglio 2009. Il soggetto in questione era sempre lo stesso: il Sole. Cosa c’entrava il sole con il 7 luglio 2009? Molti studiosi sono arrivati ad una conclusione: il 7 luglio ci sarebbe stata un’alta attività solare (High Solar Activity) causata da espulsione di materiale dalla corona solare (CME – Coronal Mass Ejection). Tutti i Crop Circles di questo periodo rappresentavano allineamenti dei pianeti, fasi lunari, l’interrelazione tra la terra e il sole, tra terra e luna, ecc, con questa data che veniva fuori in continuazione. Insomma il 7 luglio il sole avrebbe aumentato la propria attività. La cosa strana è che un evento simile è pari ad un terremoto o ad un eruzione vulcanica, cioè indeterminabile dall’uomo. Cioè non possiamo sapere nè quando accadrà nè quantificarlo. Se poi si va a controllare i siti internet di astrofisica di quel periodo (già comunque partendo da un anno prima) si parla spesso di “sole addormentato”, della stella intorno a cui giriamo poco attiva negli ultimi tempi. Il video seguente vi daàun chiarimento dettagliato sull’argomento 7 luglio, data azzeccata da come potete notare dalle foto satellitari. Solo che qua sulla terra abbiamo sentito gli effetti il 10 luglio, tre giorni dopo, tanto quanto il tempo che impiega l’energia solare ad arrivare sul nostro pianeta…

http://www.youtube.com/watch?v=hvaY-Oo-8pE&feature=related

Quindi interpretando questo messaggio la cosa sembra chiara. La loro natura è umana? Corrado Malanga, ricercatore presso la cattedra di Chimica organica del Dipartimento di Chimica e Chimica Industriale nella Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell’Università di Pisa, ritiene che i cerchi nel grano non sono di natura terrestre, perchè queste persone dovrebbero avere conoscenze di astronomia, numeri binari, di DNA, di Computer Assistant Molecolar Motions, saperli fare in una notte, senza poter sbagliare ed esser scoperti. Insomma, ma chi glielo farebbe fare???

Vi lascio con l’ultima chicca: sapete quanti giorni separano il 7 Luglio 2009 dal 21 Dicembre 2012? 1260 giorni…. Leggete questo versetto:“Ma farò in modo che i miei due Testimoni, vestiti di sacco, compiano la loro missione di profeti per milleduecentosessanta giorni”… Signori, avete letto il versetto numero 3 del capitolo 11 della Rivelazione, dall’Apocalisse di Giovanni…..

10 thoughts to “Crop Circles: gli autori e i messaggi che celano”

  1. In generale una figura geometrica può essere riprodotta in più modi diversi, quindi mostrando una costruzione molto laboriosa non si può concludere niente, anche perché se ci vanno in tanti e ognuno cura un settore i tempi si riducono proporzionalmente.

    Esistono figure molto complesse che originano da procedimenti molto semplici, descritti matematicamente. In natura esistono forme molto bizzarre che ci meravigliano ma vengono fuori da accrescimenti banali, ad esempio come quello descritto dalla serie di Fibonacci.

    Gli egiziani facevano le piramidi allineate ai poli terrestri, con angoli perfetti e l’uso di proporzioni che sono state matematicamente descritte solo millenni dopo, come il pi greco, la proporzione aurea, l’angolo del radiante.
    Vuoi che oggi, con tutta la matematica nota, chi si mette non riesca a fare certe figure?

    Dei cerchi nel grano apprezzerei il legame che l’uomo riesce a fare tra geometria, tecnica e arte. Perché invece di ricercare “giacobbate” la gente non si mette a studiare un po’ di scienze per conto proprio, invece che leggere le teorie di ciarlatiani vari che abbondano anche nelle università.

    Mi piace quello della prima riga, prima colonna. La stella costruita sul pentagono era il simbolo sacro dei Pitagorici, mi pare, perché la proporzione tra il lato del pentagono e quella del pentagono della stella inscritta convertono alla sezione aurea ([url]http://it.wikipedia.org/wiki/Sezione_aurea[/url]), chiamato anche numero divino, perché si trova spesso in natura e mi pare molto più interessante di insignificanti e semplici coincidenze numeriche.

  2. Sicuramente è un tema che fa scaturire molti dubbi,molti senza una risposta precisa,ma io seguo la linea descritta dal commento di Nazzareno…sarà che siamo ingegneri e cerchiamo di trovare soluzioni matematiche e scientifiche a tutti i dubbi! 😀

  3. le leggi della matematica sono una lingua universale, l’architettura dell’universo si basa sulla sezione aurea, la spirale delle galassie e della vita, già Gurdjeff sapeva ricostruire il volto di un uomo o la forma di una pianta a partire da un segmento usando questi mezzi. chi vuole comunicarci qualcosa preferirà sicuramente la matematica a qualsiasi linqua terrestre. che tra l’altro si basa su frequenze e simboli che sempre di matematica sono “fatte”

  4. Tavole rotonde che dibattano sui temi in questione? Quando? Ogni giorno mi sveglio sperando che si trovi la risposta a questa domanda…. 😮

  5. Per Nazzareno:
    [i]«Perché guardi la pagliuzza che è nell’occhio del tuo fratello e non ti accorgi della trave che è nel tuo? Come puoi dire al tuo fratello: “Permetti che tolga la pagliuzza che è nel tuo occhio, mentre tu non vedi la trave che è nel tuo? Ipocrita, togli prima la trave dal tuo occhio e allora potrai vederci bene nel togliere la pagliuzza dall’occhio del tuo fratello”.»[/i]

    [b]Nassim Haramein:[/b]
    http://video.google.it/videoplay?docid=6151699791256390335&hl=it#
    http://video.google.it/videoplay?docid=-1895475242307393956&hl=it#

    [b]David Wilcock:[/b]
    http://www.stazioneceleste.it/articoli/wilcock/TheDivineCosmos.htm

    “Se fossimo tutti piu umili e pronti a capirci l’un l’altro allora vivremmo in un mondo favoloso.
    Alla fine possiamo discutere rispettandoci poi ognuno è libero di mantenere il proprio parere senza però voler per forza ridicolizzare e schiacciare quello dell’altro”

  6. Per Claudio:
    Mi pare di aver scritto solo dei fatti e delle osservazioni personali per “arricchire la discussione”, come avevo annunciato quando hai presentato la rubrica.
    Non ho mai ridicolizzato nessuno o non tollerato i pareri o gli interessi degli altri.

  7. Hai usato virgolette diverse, non si capiva quale era la citazione e quale no.
    Vabbè, perché a me preme molto il rispetto di tutti, indipendentemente dal livello di istruzione, ideologie ecc.

    [quote]
    Perché invece di ricercare “giacobbate” la gente non si mette a studiare un po’ di scienze per conto proprio, invece che leggere le teorie di ciarlatiani vari che abbondano anche nelle università.[/quote]

    Ho trovato un breve testo che esprime molto bene il mio pensiero che avevo inglobato in modo sbrigativo nella frase precedente. Si trova nel retro della copertina di un libro che ho ma non ho ancora letto (un paio d’anni mi ci vorranno).

    [i]Il problema della cultura scientifica e dell’educazione scientifica ha una posizione del tutto speciale e particolarmente importante. Ciò è dovuto a due ragioni in un certo senso opposte, come se dipendessero da una “forza” e da una “debolezza” della scienza. La “forza” è rappresentata dal fatto che la scienza ha un ruolo di assoluta centralità nelle nostre società […]. La “debolezza” non è tanto dovuta alla scarsa diffusione della cultura scientifica e tecnologica, bensì alla scarsa propensione a informarsi e ad acculturarsi scientificamente.

    La vera domanda è se l’università abbia ormai qualcosa a che fare con la cultura, nel senso generale del termine, e se non si sia piuttosto trasformata da luogo in cui si coltivano e trasmettono conoscenze in una macchina dispensatrice di competenze, secondo un orrido neologismo caro ai professionisti della didattica e che lascia trasparire un neppure velato disprezzo per la cultura a profitto dell’esaltazione delle abilità.

    Giorgio Israel
    [/i]

    Soprattutto nella scuola italiana si è diffuso un analfabetismo scientifico che non va curato con le overdose di divulgazione scientifica presentata in modo acritico, che comporta spesso l’esclusione della scienza dalla cultura e fa venir meno proprio la propensione ad acculturarsi scientificamente.
    L’Italia sta pagando e pagherà caro l’influsso di sedicenti teorie pedagogico-didattiche che stanno provocando la decadenza dell’insegnamento scientifico e tecnologico.

  8. [quote name=”Nazzareno”]01022010, oggi è una data palindroma :-)[/quote]

    e menomale che non è successo niente 😉

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