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Pillole giuridiche: abusivismo edilizio, fenomeno sociale

A livello nazionale tiene banco in questi giorni la vicenda Protezione Civile s.p.a., con la spartizione degli appalti per le opere pubbliche “urgenti”. A livello nostrano, per certi versi in maniera simile, è venuta a galla la vicenda definita “Argentopoli”: reati di abusivismo edilizio con sullo sfondo un sistema di connivenza eo partecipazione di funzionari comunali. Vediamo di capire di che reato si tratta e di descrivere l’ampiezza e l’incisività del fenomeno.

Il reato.
L’urbanistica di un territorio è competenza concorrente fra Stato e Regione. Ciò vuol dire che lo Stato pone delle direttive generali, con poi la Regione che fissa le norme precise per il territorio regolato. Inoltre, per le zone di particolare pregio ambientale come l’Argentario, vigono norme più severe per la tutela del paesaggio. Il reato di abuso edilizio quindi passa da essere contravvenzione (meno grave) a delitto (più grave, passibile anche di misure cautelari personali fino agli arresti domiciliari). Il Comune ha il ruolo centrale di stabilire le regole generali e particolari che poi la Regione deve approvare. Gli atti in questione sono il Piano strutturale (linee guida) e il Regolamento urbanistico, il quale fissa con precisione cosa si può fare e cosa no sul territorio locale.
Per costruire un edificio o modificarlo è generalmente richiesto il Permesso di costruire (per modifiche importanti) o la Dichiarazione di inizio attività (DIA, per interventi minori). Il non rispetto di questi atti e norme nella esecuzione della costruzione porta alla configurazione dell’illecito di abuso edilizio. In pratica commetti il reato se costruisci qualcosa di diverso, di più o cambi la destinazione d’uso di un locale senza che sia previsto o consentito. Se poi è coinvolto un funzionario comunale, il quale consente costruzioni in realtà vietate, oppure fa utilizzare la DIA quando in realtà sarebbe necessario un vero Permesso per costruire, è chiaro che il sistema diventa una macchina diabolica: l’illecito nella costruzione diviene pratica facile e diffusa, pratica che favorisce altre condotte illecite come la corruzione, con sempre maggiori danni per il paesaggio, e tutto in danno dei cittadini onesti.
I numeri dell’indagine “Argentopoli” sono chiari. Le persone iscritte a vario titolo nel registro degli indagati sono 46. Ci sono stati 9 arresti domiciliari e più di 20 di misure cautelari minori (divieto di dimora, sospensione temporanea dal lavoro per i pubblici ufficiali). Il quadro che risulta dalla chiusura delle indagini preliminari fa riferimento, oltre che ai reati ambientali, a reati quali: associazione a delinquere, corruzione, concussione (pubblico ufficiale che obbliga un cittadino a pagare per avere un suo diritto), falso ideologico (documenti che dicono il falso).

Quanto è radicato il fenomeno? Ci sono stati 3 condoni edilizi, nel 1985, nel 1994 e nel 2003. Il condono è una legge statale che consente di estinguere il proprio reato pagando una somma di denaro, con la seguente messa in regola della costruzione. Nel 1985 le richieste di condono per Monte Argentario sono state più di 4000, nel 1994 circa 2000, nel 2003 circa 1000. Vuol dire che negli ultimi 25 anni i reati sono stati almeno 7000 (almeno perché si può anche non denunciare il proprio abuso e rimanere occulti). Sono almeno 7000 illeciti commessi su un territorio vincolato. Sono almeno 7000 condotte che hanno un committente ed una impresa che esegue. Sono almeno 7000 pugni nell’occhio al paesaggio dell’Argentario. E sono danni anche per le casse del Comune (quindi ai cittadini): infatti Regione e Comune ricevono soldi con il condono, ma poi spendono di più per collegare le nuove costruzioni con le reti idrica, gas, etc, perché i nuovi edifici non erano previsti nel Regolamento urbanistico.

Meglio un sistema di singoli limitati privilegi o un sistema garante di pari diritti ed opportunità? Non rispondete a cuor leggero, il pensiero di molti potrebbe sorprendervi.

4 thoughts to “Pillole giuridiche: abusivismo edilizio, fenomeno sociale”

  1. Se in Italia avesse mai governato una classe dirigente onesta, il condono sarebbe uno dei tanti privilegi ad essere abolito. A parte che nei guai ci finisce quasi sempre il pensionato che allarga di un metro la casetta alla vigna, ma poi anche la liquidità che i condoni dovrebbero assicurare alle casse pubbliche è una delle tante boiate che ci dispensano ogni giorno.
    Di quei 7000 condoni cui facevi riferimento, il comune ha goduto in minima parte, e senza considerare che l’abusivismo non è solo edilizio, ma comprende altri aspetti come ad esempio gli allacci alle reti idriche che questi parassiti hanno prodotto.
    Non voglio semplificare il problema, ma la panacea di tutti i mali secondo me, è stata la scelta (folle) di puntare sul cosiddetto turismo delle seconde case, che ha portato tanti, tantissimi guadagni immediati a chi ha costruito e venduto. Chi ha comprato viene in vacanza nella seconda casa e si porta la spesa già fatta altrove (costa meno!), senza il minimo impulso all’economia del paese.
    Non solo, appesantisce la viabilità, e in molti casi la rete idrica.
    Pessimista? Si, anche perchè guardando di prua non si vedono inversioni di tendenza, ogni tanto scoppia uno scandalo, e vengono sguinzagliati i controllori che come dice il Tirreno del 19 Febbraio, sono solo emulatori dei controllati.

  2. Sono contenta di aver letto questo articolo, pieno di numeri da far venire i brividi e che portano giustamente a definire questo fenomeno un “fenomeno sociale”.
    E sono contenta che se ne parli ancora e che qualcuno non abbia dimenticato. Perchè ultimamente non si fa altro che accusare e sparare sentenze su chiunque capiti a tiro..magari basate su prove inconfutabili e quindi opinioni legittime da parte di un cittadino..ma se per questi ultimi indagati famosi NON vale la regola della colpevolezza solo dopo sentenza (perdonami Riccardo ma non consco molti termini giuridici 😉 )e si continua a parlare, parlare, parlare, per nostri indagati vale stranamente questa nobile regola..tutti zitti meglio non parlarne (o forse tutt parenti?). Con questo non voglio assolutamente dire che i nostri indagati siano colpevoli, sia chiaro. Voglio però che i miei compaesani NON DIMENTICHINO! perchè i reati di cui (probabilmente)siamo stati vittime sono decisamente REATI GRAVI

  3. Io vedo l’abusivismo edilizio come uno dei quei tanti reati, come le varie speculazioni, per i quali la pena è ridicola e quindi i “criminali” fanno il semplice ragionamento seguente:
    Io faccio, rubo, speculo, costruisco ecc e sicuramente mi arricchisco molto, se mi dovessero beccare, chissà quando, sarò già diventato talmente ricco che comunque cadrò in piedi.

    Come dargli torto quando le pene per aver rubato montagne di soldi, rovinato migliaia di famiglie o l’ambiente sono stronzate tipo: arresti domiciliari, divieto di dimora, multa, demolizione ecc.

    La gente lavora una vita per avere uno straccio di casa e questi giocano con miliardi di euro come niente, poi li beccano e comunque rimangono ricchi e agiati, loro e tutti i discendenti. Andrebbero rispolverate macchine di tortura del medioevo per questa gente, ma noi siamo moderni e illuminati e le torture e la pena di morte le abbiamo già superate. Purtroppo siamo andati all’eccesso opposto, probabilmente perché molti di quelli che fanno le leggi sono proprio le persone che si vogliono fare la mega villa dove gli pare, senza rischiare ghigliottine ma solo un buon condono.

  4. La legge ha i suoi problemi. E tanti.
    Tuttavia sono le condotte delle persone che causano i danni. Infatti, ipoteticamente, se nessuno facesse reati la legge non avrebbe motivo di esistere. La causa primaria dei problemi quindi sono le persone, non la legge che non le punisce.
    Giusto criticare la legge.
    Giusto criticare il malcostume.
    Ma prima di tutto dobbiamo davvero rispondere alla domanda: meglio un sistema di singoli limitati privilegi o un sistema garante di pari diritti ed opportunità?
    Aggiorno la domanda per renderla ancora più diretta: cosa farei io? Mi becco l’aiutino e sto zitto su un sistema malato o faccio casino e smetto di lavorare?
    L’onesta, prima ancora della legalità, è lo scudo che ci difende da questa odiosa scelta.

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