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Un giorno un ragazzo italiano si sveglia dal proprio letto di cameretta. Ha appena fatto un sogno... vuole realizzarlo... Pensa al famoso motto: "Volere è Potere"... Non deve far altro che raggiungere i propri obbiettivi come se fosse un "diagramma di flusso". E' uno schema che purtroppo entra in conflitto con la realtà, che spesso ci delude, specialmente in Italia.

Questa realtà è intrisa di raccomandazioni, di occasioni private solamente a chi ha più potere, di attrezzature mancanti che, ahimè, sono indispensabili... Di leggi e riforme   senza criterio moderno, di gerontocrazia, di quelli che ti dicono "Senti, questo progetto che sia grande o piccolo non potrai realizzarlo perchè tanto non è adatto alla portata del tuo paese o della tua città o della tua nazione"... non è compatible... o mancano requisiti e credibilità che sono la base fondamentale che possano tirare su in meno di un attimo un grattacielo di possibilità. Anzi, potresti essere scomodo se promuovi il tuo talento... c'è chi ha paura di te... che tu possa fregarlo o levargli il posto o la reputazione... Questa cosa ci fa pensare di ritirarsi... che l'umiltà nelle idee non funziona... che tanto qua deve rimanere tutto così com'è... piccolo, modesto e pratico per chi ne fa abuso...

L'Italia come ben sappiamo ha 60.000.000 di abitanti... ma se andiamo a vedere quanti Italiani ci sono anche nel resto del mondo, se volessimo raggrupparli ci servirebbe un altro stivale tale e quale a quello che già esiste perchè ce ne sono addirittura altri 60.000.000. E chissà se quell'Italia che ci soffoca le idee e la libertà possiamo cercarla da un'altra parte, come hanno fatto loro... Sembra come che ci siano due Italie distinte nel mondo,  proprio come due lati di una musicassetta.

L'Italia vera e propria la chiamiamo "ITALIA LATO A"... Premendo il "play" potete sentire una musica vecchia e confusionale che ti assilla con i soliti ritornelli, come quelli che non riesci a scrollarti dalle orecchie prima di addormentarti... cantilene di ogni telegiornale nazionale, il borbottare del popolo alle notizie pagane, il coraggio di chi vorrebbe lottare per qualcosa che abbia valore ma alla prima stupida barzelletta si placa nella demenza... i suoni erronei dell'incompetenza burocratica, il fragore del "ci sono prima io", gli schiamazzi notturni dei giovani che la maggior parte sono vittime del sistema, degli squadrismi politici, degli "ok, le faremo sapere", di un inganno continuo a chi studia, di chi non ha trovato lavoro, di chi vuole una casa in affitto, di chi vuole costruirsi una vita stabile... e magari quando stavi per farcela: il nastro finisce... la pellicola diventa trasparente e il tasto stop scatta da sè... Hai voglia di riavvolgere? Di "ri-premere play" e riascoltarti il tutto? una volta, due volte, tre volte... gli anni passano e la musica è sempre la stessa...

Allora proviamo a cambiare lato... a sentire il "LATO B": Quell'Italia diversa, che non è recintata, ma sta sparsa ovunque nel mondo... Dove si pensa che ci sia il continuo dei nostri sogni... premendo "play" si sente una musica in crescendo... è una sinfonia di entusiasmo... forse apparente... è un rombare di barriere mentali che si distruggono, che danno importanza alla cultura, alla possibilità di confrontarsi con chiunque, un ritmo di etnie che chiacchierano aspettando la metropolitana, l'intraprendenza di presentare i propri progetti con la voglia di ragionarci sopra, di collaborare con diverse culture, magari si possono sentire altri rumori problematici, ma fa venire la voglia di riprendersi il rispetto, l'orgoglio e l'ambizione e portarselo con la propria valigia in capo al mondo...

La cosa più equilibrata è quella di alternare l'ascolto dei due lati perchè:

Il "Lato A (L'Italia dello stivale)": dopo tante volte che lo ascolti ti fa innervosire, è palloso e ti reprime, hai un desideroso bisogno di uscire da tutti questi "impedimenti"...
Il "Lato B (L'Italia sparsa nel mondo)": ti senti soddisfatto ad ascoltarlo ma dopo un po' ti senti nostalgico del tuo paese e ti dispiace come sta involvendo...

La cosa più bella che si può fare con questa musicassetta è scegliere gli aspetti migliori e fare dell'Italia una compilation unica... bisogna solo cambiare lo stereo perchè quello che stiamo usando è vecchio e non c'è il tasto per registrare...


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Commenti  

 
#1 Minerva 2010-01-11 08:21
...siamo la generazione dei precari, di quelli che studiano studiano ma poi?!?! sarà che è lunedì e che siamo ad inizio anno nuovo, ma voglio essere fiduciosa...e pensare che i traguardi sono ancora lontani ma che siamo una 'generazione' competente, capace e preparata, e che se ancora non possiamo registrare...ci stiamo informando sullo studio di registrazione...
 
 
#2 WilliamRookwood 2010-01-11 10:44
Molto bello.
Il problema di questo articolo è che è tutto vero...
Come si cambia lo stereo?
 
 
#3 guarracino 2010-01-11 21:49
Questo articolo è una fotografia talmente reale della realtà Italiana che fa paura.
Non riesco a non condividere anche se vorrei poter dire "Non è vero, l'Italia offre tanto ma non lo vediamo perchè siamo stolti" ma purtroppo sono dell'idea che è il "sistema Italia" ad essere stolto che non vede le potenzialità nascoste, anzi non nascoste ma oscurate dai potenti, dai ricchi che anche non capendo un cazzo vanno avanti e mandano avanti i loro simili.Ma la meritrocazia è un utopia. Potrei continuare ore ma lamentarsi non serve,serve prendere coscienza della realtà che ci circonda e lottare ogni giorno per migliorare quel pochino che possiamo nel nostro piccolo.

E' certo vero che se in Italia nasci acciuga molto probabilmente morirai salato...care vecchie caste!
 
 
#4 kj7 2010-01-12 02:20
Un bambino italiano, o santostefanese:
- vive in un bel paese circondato da una natura rigogliosa
- ha soldi in tasca sin da piccolo
- ogni cosa chiesta viene esaudita
- non ci prende più una tirata di capelli dalle maestre alle elementari
- non ci prende più due calci in culo dal professore di ginnastica alle medie
e poi magari da grande:
- parcheggia fuori il bar per un caffè
- getta la carta della pizza e il contenitore dell'Estathè per terra
- risponde e manda a quel paese chi è più grande di lui
- vive di solo calcio, grande fratello, zelig
- da le sentenze e non alza mai un dito

Di cosa ci lamentiamo?
Diamo fuoco all'Italia ed inquiniamo il suo mare. Dalle ceneri qualcosa riassommerà.....

Così, semplicemente.
 
 
#5 JanNine 2010-01-12 21:04
Hai ragione kj7; comunque anche se l'Italia (cosiccome porto s. stefano) paragonata a certe altre nazioni è un paese decente abbiamo comunque il diritto e il dovere di migliorarci, quindi rimbocchiamoci tutti le maniche e diamoci da fare per cambiare le cose che non vanno.
 
 
#6 CarloB 2010-01-13 12:59
Brava JanNine! Non sottovalutando la situazione sociale in cui viviamo che in alcuni casi è preoccupante credo che dobbiamo però analizzare anche l'altro lato della medaglia. E' sempre e solo colpa degli altri?
Non credo poi che si possa sempre fare di tutta un'erba un fascio. Esistono infatti realtà che potrebbero far pensare il contrario di quello che è stato qui sostenuto. Da poco, per esempio, ho collaborato con un gruppo di persone che ho scoperto essere eccezionali. Non si lamentano, hanno tanta voglia di fare, sono molto generosi e riescono dunque a creare lo spirito giusto per realizzare molte cose.
Altre situazioni simili le ho trovate anche a Porto Ercole in un gruppo molto affiatato.
 
 
#7 CarloB 2010-01-13 13:04
Il problema infatti secondo me è che la maggior parte dei nostri compaesani hanno una spiccata mania di protagonismo che ritengono di saper fare le cose meglio degli altri. E con questa mentalità continuano a parlare male delle iniziative altrui senza pensare minimamente di poter aiutare magari in qualche modo a correggere ciò che pensiamo che non va. Questo atteggiamento tra l'altro implica una incapacità di fare gruppo che non fa altro che impedire la concreta possibilità di fare qualcosa di buono. Prendiamo per esempio i nostri cari Rioni: al loro interno c'è sempre qualche divisione....