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Ed il sultano disse: “A me appartengono le luci aeree, a me le valli, a me i fiumi e le acque, a me i campi e le rocciose montagne, a me il vostro respiro, tutto per intero mi appartiene”. Mille e più volte lo ripeté. Gli uomini annuivano: “Tutto ciò fu creato da suo Padre, noi stessi siamo suoi". 

Un Uomo solitario si levò dalla folla e urlò: “Egli mente, non è altro che un incantatore, un furfante gentiluomo”

E il sultano con calma pacatezza: “Costui è sacrilego, vuole farmi del male per prendere il mio posto e portarvi tutti alla distruzione, mandatelo via!”. L’Uomo fra gli uomini, fu esposto alle fiere delle selve, alla violenza delle stagioni e alle intemperie dei fulmini lanciati dal Padre; rimaneva però lontano ad osservare.

Il sultano fiero della sua potenza e certo del seguito popolare sapeva ormai di poter plasmare a suo piacimento la realtà; svuotò i magazzini e scambiò tutto il grano in eccesso per oro, mise gli uomini in catene e li costrinse a lavorare per lui; prese fra le donne le più giovani e belle e le portò a sé; negò il pane ai vecchi e ai giovani. Diceva intanto “Io faccio ciò per il bene di tutti, è inevitabile, è l’unica via che vi può portare alla salvezza”.

Gli uomini nella grande inopia iniziarono a pensare che il sultano mentisse.

Era il momento: tutto accadde velocemente, l’Uomo scaglio il sasso con rapida fionda, il sultano perdeva sangue; “Allora è un uomo!” pensò la massa; “Alla forca” gridò qualcuno.

E vissero in pace aspettando la nascita di un nuovo sultano.

Un Uomo solitario si levò dalla folla e urlò: “Egli mente, non è altro che un incantatore, un furfante gentiluomo”
Ed il sultano disse: “A me appartengono le luci aeree, a me le valli, a me i fiumi e le acque, a me i campi e le rocciose montagne, a me il vostro respiro, tutto per intero mi appartiene”.

Mille e più volte lo ripeté. 

Gli uomini annuivano: “Tutto ciò fu creato da suo Padre, noi stessi siamo suoi". 



Un Uomo solitario si levò dalla folla e urlò: “Egli mente, non è altro che un incantatore, un furfante gentiluomo”
Ed il sultano disse: “A me appartengono le luci aeree, a me le valli, a me i fiumi e le acque, a me i campi e le rocciose montagne, a me il vostro respiro, tutto per intero mi appartiene”.

Mille e più volte lo ripeté. 

Gli uomini annuivano: “Tutto ciò fu creato da suo Padre, noi stessi siamo suoi". 



Un Uomo solitario si levò dalla folla e urlò: “Egli mente, non è altro che un incantatore, un furfante gentiluomo”


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Commenti  

 
#1 K21 2010-01-25 12:30
oh è quasi identico alla realtà, tranne "gentiluomo" che andrabbe sostituito con putt.. ehm volevo dire utilizzatore finale! è triste ma vero che se la maggioranza della gente è cosi', dopo mussolini,craxi e silvio ci sarà già un sostituto pronto ad essere acclamato dalla massa di lobotomizzati che tutti conosciamo. anzi, nell'allegoria almeno qualcuno grida "alla forca!" da noi invece gridano "poverino, viva il partito dell'amore!" ignari del fatto che in qualsiasi altro paese civile un personaggio cosi' sarebbe emarginato e ridicolizzato.
 
 
#2 WilliamRookwood 2010-01-25 14:42
La cultura è il mezzo per vivere liberi
 
 
#3 terzomondo 2010-01-25 15:18
concordo con k21...

Citazione WilliamRookwood :
La cultura è il mezzo per vivere liberi

...infatti da anni l'obiettivo dei governi è smantellare l'istruzione pubblica e rendere economicamente inaccessibile quella universitaria...
 
 
#4 Minerva 2010-01-25 19:05
fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza...

vabbè c'ho pensato un po' come iniziare questa risposta, quale autorevole pensatore citare. perchè da citare ce ne sarebbero tanti che c'hanno 'rimuginato' su...alla fine dante vince sempre ma insomma il più azzeccato sarebbe stato un altro, ma mi avreste subito dato della comunista.
ma è vero no? la religione è l'oppio dei popoli...e la religione non è solo dio. i nostri 'dei' si declinano in varie sembianze...sono quelli del regno dei cieli si, ma anche tutti coloro che diventano un modello da seguire, qualcuno da emulare.
la domanda è...di chi è la colpa?! della natura 'innata' di leader/sultano di alcuni uomini (da sempre...non è una cosa nuova) o dell'incapacità dell'uomo (quello normale, quello senza deliri di onnipotenza) di farsi le domande giuste e darsi le risposte giuste?

dato che nessuno è stato citato fino adesso se non con degli elegantissimi eufemismi da k21 io non dirò che la colpa è sua, sua di Lui, signor Nessuno. perchè penso che in fin dei conti la colpa sia la nostra...
 
 
#5 snooparound 2010-01-25 19:24
Io penso che i sudditi non hanno niente da invidiare al sultano. E viceversa. Per citare un'altra frase famosa: polvere siete e polvere ritornerete
 
 
#6 moscardino1 2010-01-26 10:53
il sultano è un sintomo della non completa emancipazione del popolo. popolo pigro e sedotto dalla facilità. popolo vittima di un egemonia culturale che non è più culturale perchè svuotata di contenuti e valori.