Addthis

C’era una volta un paese, stava lassù, arroccato sulle montagne dove le cime all’orizzonte si unisco e lasciano il passo al viandante. Era porto per il forestiero e dimora per l’indigeno. Per esso passava un fiumiciattolo pieno di acqua pura, che sgorgava da una fonte; tutto attorno crescevano vigorosi gli ulivi, che con il loro nettare facevano scorrere il sangue nelle vene ai giovinetti. I lupi stavano lontani: i saggi anziani li respingevano con la loro forza.



Poi venne dal mare innocuo morbo.


Gli indigeni per esso infiammarono gli ulivi, scannarono gli anziani che li osteggiavano, sparsero le loro ceneri attorno alla fonte; ingrandirono l’ospizio per i forestieri: doveva servire anche per loro; lo cedettero alla follia che li guidava; scacciarono l’ospite: sparsero il suo sangue per terra.

L’odore di mattanza fu irresistibile per i lupi; i sopravvissuti cercarono invano gli anziani, ma il morbo li aveva già sconfitti per mezzo della loro stessa progenie.

Adesso il paese non c’è più, i suoi figli vagano peregrini per la valle, senza patria, bagnano con il loro sudore altri campi, producono quell’olio che andrà ad ingrassare banchetti stranieri.