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Disi 'n po' oi Garibaldi
chi l'è stait che l'à ferito?
s'al è stait mio primo amico
coronel dei bersaglier
coronel dei bersaglier   Anonimo


Per apprezzare questa storia, il lettore dovrà avere la capacità di calarsi negli scenari che seppure maldestramente, cercheremo di disegnare nella sua immaginazione.
Non sarà difficile, ne siamo certi, anche perchè il loco lo conosciamo piuttosto bene.

9 Maggio 1860. E' una mattina limpida e cristallina, con un mare calmissimo che sembra uno specchio. La sera prima, a Talamone, nel banchetto che rifocillò le truppe prima dell'ultima battaglia, quella più importante, quella che se andava bene avrebbe fatto l'Italia per come la conosciamo, alcuni Talamonesi dissero a Garibaldi che non disponevano del carbone necessario per i suoi vapori, il Piemonte e il Lombardo, ma che avrebbe potuto trovarne in buone quantità a poche miglia di distanza.
A Talamone vi trovò, in compenso, qualche decina di vecchi fucili, tre cannoncini, e una columbina del seicento. Aveva inoltre incaricato tale Zambianchi di fare razzia in tutti i pollai della zona.
La mattina dopo, come detto, anche il tempo divenne alleato di Garibaldi che calò le ancore di fronte a Porto S.Stefano, esattamente dinanzi al Valle.
Scesero sulla spiaggia, utilizzata al tempo come ricovero delle imbarcazioni tirate a terra, i suoi tre collaboratori più fedeli: Bixio, Schiaffino e Bandi.
Non erano dei gentiluomini costoro, e fu così che un pò per la smania di far battaglia, un pò per le inesistenti capacità diplomatiche, attaccarono subito briga col custode del porto per farsi consegnare il carbone.
Tra i tre, Bixio era quello più temibile fisicamente e meno incline alle smancerie al punto che, insofferente agli indugi del povero custode, lo prese per il collo alzandolo da terra e gli urlò in faccia “Toscani chiaccheroni! Maledetta la vostra lingua!”
In pochi minuti il carbone fu caricato a bordo.
Garibaldi non fu nè protagonista nè spettatore della scena. Aveva commissionato questo servizietto ai tre fedeli energumeni.
Decise di scendere qualche ora dopo, a mattino inoltrato. Fu subito riconosciuto e invitato a visitare il giardino Lambardi (poi Iacovacci), autentica perla della botanica.
Vi respirò i profumi degli aranceti in compagnia del maggiore Pinelli, un bersagliere del posto che da buon militare si sentì in dovere di guidare l'illustre ospite nella passeggiata.
Garibaldi era un uomo schivo e di poche parole, quelle che pronunciava erano però irrevocabili.
E infatti promise a Pinelli che non avrebbe sottratto al paese nemmeno un militare per portarselo in battaglia, e proprio in quel momento i due furono informati che un nuvolo di bersaglieri del posto era salito a bordo dei vapori per affiancare l'eroe dei due mondi in combattimento.
Garibaldi diede subito ordine di far scendere i coraggiosi volontari, al punto che si scatenò un'insolita caccia all'uomo che ritardò la partenza di qualche ora.
I due vapori riuscirono a ripartire, ma solo in alto mare saltarono fuori due uomini che fino alla sera prima non facevano parte dell'equipaggio.
I due si chiamavano Bideschini e Menotti e prestavano servizio a S.Stefano. A quanto pare lo scoglio stava loro stretto, e probabilmente la vita nel paese del XIX secolo era troppo noiosa per loro.
Nei piani di Garibaldi sarebbe dovuto scendere a Porto S.Stefano un tizio di nome Zambianchi (si, proprio lui, quello che a Talamone aveva fatto razzia di tutti i pollai) che combattè al suo fianco in Perù e che in battaglia aveva perso una gamba.
Seppure con una sola gamba, nessuno riuscì a far scendere Zambianchi, il quale a Milazzo e alle Grotte, dimostrò ai compagni che si poteva combattere e vincere anche con una gamba di legno.
Il 4 Agosto del 1878 fu deposta una lapide in piazza Vittorio Emanuele. Fu dettata da un dottore dal nome curioso: Apollonio Apolloni, che sbagliò la data avendo scritto 10 e non 9 Maggio.


DUCE AI MILLE
TERRORE AI TIRANNI
AI POPOLI ESEMPIO
QUI SOSTO'
GIUSEPPE GARIBALDI
IL X MAGGIO MDCCCLX

LA SOCIETA' OPERAIA SANTOSTEFANESE
IL IV AGOSTO MDCCCLXXVIII
AL SUO PRESIDENTE ONORARIO
Q.M.P.