| 10 Maggio 2010

La recente eruzione del vulcano islandese avrà probabilmente un'influenza insignificante sul clima ma dovrebbe invitarci a riflettere, se mai ce ne fosse bisogno, sul fatto che le forze della natura bastano da sole a vanificare i progetti che l’uomo vorrebbe avviare con il presuntuoso obiettivo di poter governare il clima.
In Italia si moltiplicano costose iniziative finanziate dalle nostre tasche allo scopo di ridurre l'anidride carbonica nell'atmosfera. Prendendo qualche esempio in qua e in là e facendo qualche conto si può affermare che con investimenti in impianti fotovoltaici di qualche milione di euro, alla fine si sottraggono dall'atmosfera qualche centinaio di tonnellate di CO2.
Dire che l'iniziativa è un'inutile spreco di denaro pubblico è poco. Il suolo dell'Isola di Ischia, ad esempio, emette una quantità equiparabile di CO2 in "un giorno"!
Per la precisione tutti i vulcani del mondo immettono circa 130 milioni di tonnellate di CO2 in un anno che sono comunque irrilevanti rispetto alle decine di bilioni stimati nel 2005 per le emissioni dell'uso di combustibili fossili.
Per rendere meglio l'idea è come se volessimo evitare che l'acqua di una piscina esca fuori dai bordi mentre qualcuno ci butta in continuazione dei secchi d'acqua e noi spendiamo dei soldi per togliere una goccia da ogni secchio.
L'energia rinnovabile fa "figo" il politico; è ben finanziata. Se invece costruisci un muro per evitare che prima o poi crolli un paese, non ti "caga" nessuno. Eppure associamo il concetto di ambiente soprattutto alla nostra sicurezza. Nell'inverno trascorso, come altro esempio di evento naturale, è piovuto molto. Molte situazioni al limite sono traboccate proprio quest'anno e come conseguenza diretta ci sono stati molti morti ma il dissesto idrogeologico o l'erosione delle coste sono qualcosa di cui ci accorgiamo solo quando è troppo tardi.
Nel golfo del Messico si sta consumando un disastro ambientale di proporzioni immense. Avete mai pensato quanti danni all'ambiente e quante vite umane vengono spezzate per l'uso dei combustibili fossili come fonte di energia? Morti per l'estrazione, morti per la trasformazione, morti per il trasporto, morti per l'utilizzo. Inquinamento da idrocarburi con conseguenze devastanti. Centinaia di navi petroliere dismesse abbandonate sulle ex incontaminate spiagge bengalesi.
A confronto l'esplosione di centrali nucleari e la dispersione accidentale di scorie radioattive forse sarebbero noccioline, ma soprattutto in Italia il nucleare è il demonio. Siamo sicuri che non sia già un'alternativa migliore dei combustibili fossili?
Considerate una proporzione tra quanto si spende, ad esempio, nella ricerca su nuove fonti di energia rinnovabile o sull'aumento della sicurezza degli impianti di estrazione come quello appena esploso, rispetto al tentativo di constrastare il global warming (che è solo una teoria) che potrebbe essere vanificato in un istante da un vulcano (Il Krakatoa sbottò nel 1883, mica 100.000 anni fa) e che comunque è irrilevante rispetto al totale delle emissioni attuali per l'uso dei combustibili fossili.
Sotto questo aspetto il mondo campa di luoghi comuni, false dicerie, approfittatori, speculatori, interessi economici ma come spendiamo male noi italiani non spende male nessuno. Non diamo una mano all'ambiente, non incrementiamo la sicurezza dei cittadini, non abbassiamo il costo dell'energia.
L'Argentario non è il luogo adatto per nessun tipo di centrale energetica, e su questo non ci dovremo mai far "infinocchiare". La pericolosità rispetto ad eventi sismici è tra le più basse in Italia. Può piovere quanto vuole, tanto siamo uno scoglio, il dissesto idrogeologico non è da sottovalutare ma nel nostro caso è difficile pensare a gravi danni. Siamo lontani da bacini industriali.
Non avendo a che fare con certi problemi e neanche con tanti altri, dovremmo riflettere su come riusciamo comunque a fare quasi niente di buono.
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Commenti
la germania ha iniziato questa "rivoluzione" energetica diversi anni fa, ed oggi ciò che riescono ad estrarre dalla "piscina" non sono una misera goccia d'acqua, ma attraverso la ricerca e lo sviluppo delle nuove tecnologie sono riusciti a diminuire le emissioni di CO2 e ad aumentare la proporzione di energia ricavata dal rinnovabile sul totale di quella prodotta.
ovviamente, tale transizione non sarà completa fino a che le multinazionali che lavorano con gli idrocarburi non troveranno più conveniente investire nel rinnovabile...ma finchè il mercato dei combustibili fossili non andrà in saturazione, tali imprese continueranno a lucrare con le tecnologie e gli impianti che hanno già.
il settore pubblico può ben poco, se non diffondere la coscienza nei cittadini e offrire corposi incentivi agli investitori privati.
Usando i combustibili fossili esauriremo in pochi secoli l'energia che il pianeta ha assorbito dalla radiazione solare in milioni di anni mediante la fotosintesi di quelle che furono foreste. Il petrolio è indispensabile in certi settori industriali e andrebbe preservato per il futuro (plastica ecc).
L'energia di tutte le fonti rinnovabili che si possono immaginare origina dal calore terrestre o dalla radiazione solare, quindi non potrà mai bastare da sola a sopperire al fabbisogno energetico mondiale che cresce sempre di più. Non solo saremmo costretti a puntare sulle energie rinnovabili ma anche su altre fonti non rinnovabili ulteriori al nucleare.
Il rapporto "Comuni rinnovabili 2010" esalta il ruolo della Provincia di Grosseto nello sviluppo delle nuove fonti di energia verde sul territorio. La Provincia di Grosseto, infatti, è stata premiata oggi a Roma, nell'ambito della presentazione del Rapporto "Comuni Rinnovabili 2010" realizzato da Legambiente, per il suo impegno a favore della diffusione delle "energie verdi" sul territorio.
Quest'anno, per la prima volta, oltre ai Comuni ritenuti più virtuosi, l'analisi di Legambiente ha preso in considerazione anche i "territori rinnovabili", costituiti sia da province sia da aggregazioni di comuni.
La Provincia di Grosseto è risultata una delle realtà più attive del nostro Paese ed è stata premiata, recita la motivazione data da Legambiente, "per i risultati conseguiti in questi anni e per l'impegno che sta mostrando nello sviluppo delle fonti rinnovabili, sostenendo e coadiuvando i comuni attraverso accordi e linee guida che favoriscono la pianificazione in questo settore".
In particolare nel rapporto si fa riferimento ai diversi progetti realizzati negli ultimi anni nel territorio grossetano che fanno di questa realtà una delle più interessanti a livello territoriale. A partire dalle biomasse, con impianti che producono circa 117 mila MWh/anno e coprono il fabbisogno energetico del 66% delle famiglie residenti, proseguendo con l'eolico con un impianto da 20MW nel Comune di Scansano e un mini impianto da 70 kW a Grosseto, in grado di soddisfare la domanda del 22% dei residenti. Proseguendo nell'analisi viene sottolineata anche la presenza di impianti fotovoltaici in 27 dei 28 comuni della Provincia e di due impianti idroelettrici a Grosseto e Castell'Azzara.
Il Presidente della Provincia, Leonardo Marras, intervenuto alla cerimonia di premiazione svoltasi presso l'Auditorium GSE a Roma ha espresso "grandissima soddisfazione per un riconoscimento che premia il lavoro che l'Amministrazione sta facendo per valorizzare al massimo la produzione di fonti rinnovabili sul nostro territorio e che già oggi ci permettono di arrivare a una media di produzione di 1,1 KW di energia rinnovabile per ogni cittadino".
«Nel primo anno di attività - ha continuato Marras - abbiamo concentrato gli sforzi sull'adeguamento del Piano territoriale di coordinamento (Ptc) per favorire lo sviluppo della produzione energetica da fonti rinnovabili. In virtù di un "protocollo per le energie rinnovabili" il Ptc recepirà velocemente la localizzazione di nuovi impianti fotovoltaici, eolici e di centrali a biomasse, accelerandone i tempi di realizzazione».
«Il nostro impegno - ha concluso Marras - è quello di premiare i progetti che utilizzano fonti rinnovabili per produrre energia verde in armonia con il territorio, ma anche collegati ad attività produttive vere e proprie o che abbiano una valenza sociale per le ricadute sul territorio. Non siamo infatti interessati ad assecondare la rendita fondiaria che punta solo a capitalizzare gl'incentivi statali in una semplice logica finanziaria. Il rischio che correremmo, ad esempio con gli impianti fotovoltaici, sarebbe quello di veder stravolgere il nostro paesaggio rurale da enormi distese di pannelli solari installati solo per vedersi riconoscere il sovrapprezzo sull'energia prodotta»
L'amministrazione Marras ha, inoltre, previsto la semplificazione dei processi di autorizzazione per le imprese agricole in merito alla realizzazione degli impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili.
20,07 MW con l'eolico sono, in proporzione all'estensione del suolo, una quantità dell'ordine del 1-2 % rispetto al dato medio dell'eolico della già citata Germania.
I 117000 MWh/anno delle biomasse non sono altro che circa 13,5 MW in media. Il dato è buono a livello europeo, sempre di molto inferiore ai tedeschi che fanno anche biodiesel in grandi quantità. Comunque in un territorio quasi tutto verde si potrebbe fare molto meglio.
Quando si parla di fabbisogno energetico delle famiglie ci si riferisce al consumo energetico delle abitazioni che è solo una piccola parte (10-20%) del consumo energetico procapite italiano. Non voglio dire che i dati sono "camuffati" ma oltretutto come fanno 13,5 MW ad essere il 66% mentre 20,07 MW sono il 22%?
Non importa, resta il fatto che in un territorio vasto e con pochi abitanti è facile ragguingere una media di produzione di energia rinnovabile per ogni cittadino con un buon valore, ma ad esempio a Prato, non ci riusciranno mai. Quindi, in una valutazione su scala nazionale, a mio parere c'è poco da premiare e da vantarsi.
Per avere il nucleare comunque dovrebbero passare almeno 10 anni, per cui è una scelta assurda sotto tutti i punti di vista: tempistica, costi, scorie radiattive, quindi inquinamento, scarsa qualità perchè non avremo l'ultima generazione di energia nucleare, pericolosità, non dimentichiamo chernobil e il referendum che con l'80 per 100 dei consensi fece chiudere per fortuna la centrale di montalto di castro. All'Argentario abbiamo sole e acqua in abbondanza: sono con loro e contro petrolio e nucleare.
il fatto che in italia non abbiamo un settore energetico molto sviluppato può essere visto come una grossa opportunità di partire subito con le più moderne tecnologie di produzione energetica da risorse rinnovabili, a differenza degli altri paesi europei che invece dovranno, primao poi, per il già citato esaurimento imminente degli idrocarburi, prodursi in una riconversione energetica dal non-rinnovabile al rinnovabile.
riguardo la giustissima osservazione che il fabbisogno energetico non può essere coperto interamente dal rinnovabile, un passo importante sarebbe la produzione locale di energia pulita a livello comunale, nonchè l'installazione su ogni tetto di casa o palazzo di celle fotovoltaiche che permetterebbero di attenuare il consumo di gas e gasolio per ricavare acqua calda e riscaldamento.
partire dai piccoli gesti rappresenta la soluzione...è impensabile aspettarsi che da un anno all'altro le energie rinnovabili riescano a coprire il fabbisogno totale, e questo è per la natura del mercato: piccoli investimenti dei soggetti privati, uniti ai più grandi investimenti delle grandi aziende e degli enti statali serviranno come base di partenza...col tempo, la diffusione di tali impianti permetterà un abbassamento dei costi e l'avanguardia tecnologica.
l'abbassamento dei costi sarebbe dovuto soprattutto al fatto che, essendo tali risorse pubbliche e riproducibili infinitamente, non si verrebbero a creare monopoli di risorse private ed esauribili che, come il petrolio insegna, obbligano i consumatori a pagare cifre esorbitanti per l'utilizzo.
L'ignoranza della scienza, da parte di chi prende le decisioni, da parte di chi consiglia in buona fede chi le deve prendere, da parte del popolo che comunque decide con il proprio voto o consenso, è un problema determinante.
Le parole "energia rinnovabile" rischiano di diventare tra quelle parole magiche di fronte alle quali tutto è permesso, come: investimenti errati, danni alla salute umana, speculazioni, tangenti, danni ai beni culturali, artistici e ambientali, ecc ecc.
Il referendum sul nucleare è stato una cavolata totale. Doveva decidere il governo dopo aver esaminato i pareri degli scienziati. Tant'è che adesso rifaranno le centrali e senza chiederci il permesso con un altro referendum. Errori su errori.
Ribadisco che spendere migliaia di euro per fare un tetto coi pannelli solari di un edificio pubblico è totalmente inutile per la salvaguardia ambientale, è solo uno spreco di denaro pubblico. Con gli stessi soldi si potrebbe, ad esempio, aprire una struttura di ricerca sulle fonti rinnovabili, perchè quelle note adesso non bastano. L'energia che arriva dal sole è tantissima ma siamo lontani da riuscirla a trattenere in modo da poter rinunciare a petrolio e uranio.
potevo linkare diverse fonti, ma basta andare su google (""incidenza tumori centrali nucleari) e si aprono un sacco di risultati!
In Italia dopo la campagna mediatica avvenuta dopo Cernobyl si dà per scontato che il nucleare sia da bandire, senza neppure pensare. È come se gli italiani si reputassero superiori a tanti altri popoli che invece sul nucleare discutono e ricercano, come su altri tipi di fonti energetiche. Noi invece facciamo diventare l'assoluto due cazzate dette in TV. Scommetto che dopo la campagna che il governo farà sul nucleare in molti cambieranno opinione come ebeti.
È come gli interisti che danno per scontato che Moggi sia stato il capo di una cupola. Negli ultimi 4 anni non hanno avuto il minimo interesse sui vari processi in corso. Adesso che esce fuori che anche Moratti e Facchetti telefonavano come Moggi, esprimono pensieri tanto per dar fiato alle trombe senza preoccuparsi di sapere i fatti, e non fanno altro che parlare a vanvera. Poi Moggi potrà essere anche condannato, ma quello che loro davano per scontato dopo la campagna mediatica subita è decisamente diverso dalla realtà dei fatti.
Se un Governo è irresponsabile lo è in generale, e ti può sottoporre ai danni del nucleare come a quelli di qualsiasi altro tipo di fonte energetica.
Quindi può accadere un "Cernobyl" (centrale nucleare: 65 morti + 4000 morti stimati di tumori e leucemie nei successivi decenni) come un "Vajont" (centrale idroelettrica: circa 2000 morti).
L'incidenza di tumori e leucemie risulta allo stesso modo più alta anche in vicinanza di centrali a carbone, industrie ecc, ed è più o meno impossibile determinare in modo certo ed univoco la conseguenza causa-effetto.
Il nucleare è qualcosa che temiamo perché la radiazione è invisibile, gli effetti non sono prevedibili, ecc ecc
Nel mondo ci sono più di 400 centrali, iniziate e spuntare negli anni '50 e per adesso i danni alla salute umana, a parità di energia prodotta, sono trascurabili rispetto a quelli derivati dall'uso dei combustibili fossili.
Però il nucleare va evitato le manifestazioni di ambientalisti si sprecano. Invece quando succede una tragedia come alla stazione di Viareggio (uno tra innumerevoli esempi che si potrebbero fare) nemmeno ci passa per la testa la questione energetica. Nemmeno ci passa per la testa di protestare per avere l'energia in modo sicuro.
Come i combustibili fossili, anche l'uranio si esaurirà, ma nel frattempo speculano su queste fonti e "controspeculano " su quelle rinnovabili. Dovremmo cercare di difenderci ma a mio parere siamo del tutto fuori strada.
abbiamo comunque trascurato il fatto che dalla scissione dell'uranio rimangono le famose scorie radioattive, le quali richiedono lo smaltimento (che io da ignorante in materia non so come viene effettuato), oppure lo stoccaggio.
premesso che la maggior parte delle grandi opere vengono eseguite da ditte private collegate alla politica collegata all'illegalità, fuori o dentro la strada mi sembra che siamo in un vicolo cieco secondo il quale tutto ciò che viene fatto è fatto per la semplice logica del profitto di pochi sulla pelle di tanti.
razionalmente, alla luce di ciò, mi viene da pensare che un modo per limitare i danni sia quello di non cedere alla costruzione di nuovi impianti di centrali da non-rinnovabile/inquinante, in favore di ampliare le risorse affinchè la ricerca fornisca tecnologie che siano in grado di sfruttare al massimo il potenziale delle fonti rinnovabili non inquinanti.
detto malamente, dal momento che la speculazione è la forma di funzionamento del mercato, il danno minore è che si speculi su qualcosa che almeno, oltre a renderci comunque più poveri, non ci renda malati e moribondi!
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